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Capaccio Paestum, 30 marzo 2021

Capaccio Paestum, 31 marzo 2021

Sei l’imporosa e liscia creatura
cui preme nel suo respiro
l’oscuro gaudio della carne che appena
sopporta la sua pienezza.

Da Adolescente di Vincenzo Cardarelli

Vietri, 27 aprile 2021

Simili a una folla di bagnanti
quando il cielo rannuvola
i giorni si accalcano e spariscono
lasciando a quelli che restano
il conto dei vivi.

Da Robert Lowell dei Massimo Volume

Amalfi, 11 maggio 2021

Cerca una maglia rotta nella rete
che ci stringe, tu balza fuori, fuggi!
Va, per te l’ho pregato, – ora la sete
mi sarà lieve, meno acre la ruggine…

Da In limine di Eugenio Montale

Amalfi, 11 maggio 2021

Ma un cantuccio,
ahimè, lasciavo al desiderio, azzurro
spiraglio,
per contemplarmi da quello, godere
l’alta gioia ottenuta
di non esser più io,
d’essere questo soltanto: fra gli uomini
un uomo.

Da Il Borgo di Umberto Saba

Amalfi, 11 maggio 2021

Amalfi, 8 giugno 2021

Vivo in un posto dove tutto quello che accade
sembra accadere per caso.
Una strada attraversa il paese,
il paese è quella strada.
Nessuno ha scelto di vivere qui
ma c’è qualcosa che ci trattiene,
perché anche se non c’è amore,
a volte,
a volte c’è qualcos’altro.

Da Da Qui dei Massimo Volume

Amalfi, 8 giugno 2021

Amalfi, 8 giugno 2021

Giro le spalle al mare che conosco,
al mio essere umano me ne torno,
e quanto in mare c’è lo sorprendo
nel poco che sono e riconosco.

Di naufragi ne so più del mare,
dagli abissi che sondo torno esangue,
e perché nulla da me lo separi,
sta un corpo annegato nel mio sangue.

Da Oceanografia di Josè Saramago

Amalfi, 8 giugno 2021

Sapri, 12 aprile 2022

Antico, sono ubriacato dalla voce
ch’esce dalle tue bocche quando si schiudono
come verdi campane e si ributtano
indietro e si disciolgono.
La casa delle mie estati lontane,
t’era accanto, lo sai,
là nel paese dove il sole cuoce
e annuvolano l’aria le zanzare.
Come allora oggi in tua presenza impietro,
mare, ma non più degno
mi credo del solenne ammonimento
del tuo respiro. Tu m’hai detto primo
che il piccino fermento
del mio cuore non era che un momento
del tuo; che mi era in fondo
la tua legge rischiosa: esser vasto e diverso
e insieme fisso:
e svuotarmi così d’ogni lordura
come tu fai che sbatti sulle sponde
tra sugheri alghe asterie
le inutili macerie del tuo abisso.

Da Mediterraneo di Eugenio Montale

Rivello, 12 aprile 2022

Basilicata, 7 agosto 2022

Sono passati molti anni, pieni di guerra, e di quello che si usa chiamare la Storia.
Spinto qua e là alla ventura, non ho potuto finora mantenere la promessa fatta,
lasciandoli, ai miei contadini,
di tornare fra loro, e non so davvero se e quando potrò mai mantenerla.
Ma, chiuso in una stanza, e in un mondo chiuso, mi è grato riandare con la memoria
a quell’altro mondo, serrato nel dolore e negli usi, negato alla Storia e allo Stato,
eternamente paziente;
a quella mia terra senza conforto e dolcezza, dove il contadino vive,
nella miseria e nella lontananza, la sua immobile civiltà, su un suolo arido,
nella presenza della morte. – Noi non siamo cristiani, – essi dicono,
– Cristo si è fermato a Eboli –.
Cristiano vuol dire, nel loro linguaggio, uomo: e la frase proverbiale che ho sentito
tante volte ripetere, nelle loro bocche non è forse nulla più che l’espressione
di uno sconsolato complesso di inferiorità.
Noi non siamo cristiani, non siamo uomini,
non siamo considerati come uomini, ma bestie, bestie da soma, e ancora meno che le bestie,
i fruschi, i frusculicchi, che vivono la loro libera vita diabolica o angelica,
perché noi dobbiamo invece subire il mondo dei cristiani, che sono di là dall’orizzonte,
e sopportarne il peso e il confronto.
Ma la frase ha un senso molto più profondo, che, come sempre, nei modi simbolici,
è quello letterale. Cristo si è davvero fermato a Eboli, dove la strada e il treno abbandonano
la costa di Salerno e il mare, e si addentrano nelle desolate terre di Lucania.
Cristo non è mai arrivato qui, né vi è arrivato il tempo, né l’anima individuale, né la speranza,
né il legame tra le cause e gli effetti, la ragione e la Storia.

Incipit tratto da:
Cristo si è fermato a Eboli
di Carlo Levi.

Rivello, 12 aprile 2022

Rivello, 12 aprile 2022

La vita ha fretta
di vivere.

Monte Cervati, Sanza, 1 aprile 2024

Contro l’orizzonte gli alberi sono solo disegnati
i colori troppo forti per essere reali
❝Un buon posto per dimenticare❞
ripetono in continuazione i protagonisti.

Da Manciuria (L’Ultimo John Ford) dei Massimo Volume

Monte Cervati, Sanza, 1 aprile 2024

Ma come io possiedo la storia,
essa mi possiede; ne sono illuminato:

ma a che serve la luce?

Da Le ceneri di Gramsci di Pier Paolo Pasolini

Vibonati, 9 settembre 2025

Vibonati, 9 settembre 2025

Lagonegro, 30 novembre 2025

Lagonegro, 30 novembre 2025

Lagonegro, 30 novembre 2025

Ex Ponte Ferroviario (Calabro-Lucane), Lauria, 4 aprile 2026

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